Risparmio Energetico

Dal 2005 in poi inizia a prendere piede la certificazione energetica per le unità abitative, tale certificazione impone per le nuove unità abitative limiti ai consumi energetici, non più di 50 kwh per metro quadrato all’anno.
A livello economico fiscale il governo si muove con incentivi per ridurre i consumi delle abitazioni esistenti (detrazioni irpef che possono essere detratte in più anni) e con obblighi per la costruzione delle nuove abitazioni (uso dell’energia solare per riscaldare l’acqua prima di tutto). La documentazione per ottenere riscontri fiscali può essere inviata adesso anche tramite sito internet. Si tratta di una vistosa semplificazione anche se ci vuole sempre un tecnico abilitato che confermi la conformità degli interventi alla normativa.
Purtroppo su internet sono molte le lamentele di cittadini che volevano installare i pannelli solari e si sono arresi di risparmio energetico2 400x300 300x225 Risparmio Energetico tagsfronte alla burocrazia. Non esiste un regolamento ministeriale che preveda che i comuni debbano richiedere una certa documentazione e seguire una certa procedura uniforme. L’eterna lobby dei geometri, architetti e ingegneri fa spesso pressione per continuare ad apporre timbri e firme a caro prezzo, anche quando non sarebbe necessario. In alcuni comuni (es. Pistoia) è stato richiesto, l’assenso della commissione edilizia. Questo e altri procedimenti fanno desistere le persone. Ci vorrebbero regole semplici e valevoli uniformemente in tutta Italia.
Anche il Governo Italiano si è attivato per incentivare il risparmio energetico, prevedendo dei contributi, delle detrazioni e degli incentivi nelle varie Finanziarie. Ogni anno la Finanziaria rinnova queste agevolazioni, ma le procedure da seguire e l’entità degli incentivi variano purtroppo ogni anno. Altri tipi di incentivi sono il Conto Energia, introdotto con Decreto Ministeriale del 19 febbraio 2007, che consiste nell’erogazione statale di un contributo, variabile per ogni kWh prodotto con pannelli fotovoltaici. Inoltre l’utente può vendere l’energia prodotta in eccesso con impianti fotovoltaici al distributore di rete locale, oppure auto-consumare l’energia prodotta aderendo allo scambio sul posto.

Esempi pratici di risparmio:

Con il termine “edificio a basso consumo energetico” viene indicato il fabbricato che, in virtù del sistema costruttivo e dell’isolamento termico dell’involucro, consente di riscaldare il volume abitativo con una quantità limitata di energia.
Un edificio a basso consumo energetico è un edificio con basso Indice di prestazione energetica, cioè un edificio che necessità di una quantità minima di litri di gasolio o m3 di metano per essere riscaldato.
La maggior parte delle case esistenti in Italia hanno bisogno per essere riscaldate di 10-15 L gasolio all’anno per ogni m2 di superficie abitabile.
Tale quantità, onerosa dal punto di vista economico e ambientale, può essere ridotta adottando opportuni accorgimenti costruttivi che consentono di limitare le perdite di calore che ha l’involucro.

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L’adozione di questi accorgimenti consente di ridurre il fabbisogno energetico sotto i 4 L gasolio/(m2 anno):

– Pareti ad alto isolamento termico;
– Isolamento solai;
– Isolamento tetto;
– Finestre ad alta resistenza termica;
– Eliminazione dei ponti termici;
– Sfruttamento dell’energia solare;
– Impianti ad alto rendimento.

Il fabbisogno termico è conseguenza della trasmittanza termica delle parti che compongono la casa e della zona climatica in cui la casa è costruita.
Più le pareti, i solai, il tetto e i serramenti hanno trasmittanza termica bassa e minore è la quantità di calore disperso (quindi di energia sprecata).